AVIS Sezione Comunale di Alessandria

Lungo Tanaro S.M  N° 4

15121 Alessandria (AL)

Tel: 0131 43 608

Fax: 0131 43 608

E-Mail: info@avis.al.it

Home Page: http://www.avis.al.it

Responsabile: Franca Carnevale


Chi siamo

L’AVIS è un’Organizzazione che assicura una continua disponibilità di sangue, così da evitare che qualcuno abbia a morire. Per far ciò, si tratta di raggiungere, secondo recenti statistiche, la percentuale di 5 flaconi di sangue, ogni posto letto per anno.

 

Per tale soluzione possono concorrere tutti i cittadini dai 18 ai 60 anni, sottoponendosi almeno una volta all’anno ad un prelievo di sangue in quantità modesta (cc. 250).

L’AVIS si è assunta il compito di propagandare in Italia l’offerta del sangue disinteressata, anonima e volontaria.

Essa, oltre a promuovere la propaganda con ogni mezzo a sua disposizione, si preoccupa di tutelare la salute del donatore che viene così sottoposto periodicamente ad un esame radioscopico del torace, all’elettrocardiogramma, agli esami di laboratorio comuni e non. Per compiere questa attività, assai impegnativa l’AVIS si avvale di mezzi, di personale medico ed amministrativo propri; per i controlli dispone di attrezzature e di laboratori ed è convenzionata con istituti pubblici.

 

Per l’impiego dei donatori l’AVIS si attiene ai seguenti criteri:

1) il donatore dev’essere in buone condizioni generali;

2) il donatore non deve aver mangiato, soprattutto cibi grassi, da almeno quattro ore. L’aver bevuto acqua, caffé. the, succhi di frutta, non costituisce controindicazioni al salasso;

3) non possono essere ammesse alla donazione:

a) le persone di peso inferiore ai kg. 55 se di sesso maschile ed ai kg. 50 se di sesso femminile;

b) le donne che abbiano un tasso di Hb inferiore ai gr. 13% e gli uomini con tasso inferiore ai gr. 14% misurato con metodi chimici, gravimetri e spettrofotometrici;

c) le persone che abbiano la pressione arteriosa massima superiore ai 200 mm. Hg o la pressione arteriosa minima superiore a 120 mm. Hg (a meno che non si tratti di un salasso terapeutico); le persone che abbiano la pressione arteriosa massima inferiore a 110 mm Hg;

d) le persone che abbiano subito vaccinazioni o sieroterapia da meno di sei mesi;

e) le donne in fase mestruale, in stato di gravidanza od in allattamento (fino ad un anno dal parto);

f) tutte le persone affette da malattie croniche (fare particolare attenzione all’ulcera gastroduodenale) ed in convalescenza di malattie acute;

g) le persone che abbiano sofferto di malattie tubercolari;

h) le persone affette da epilessia;

i) le persone affette da cardiopatia (vizi valvolari, miocardiosclerosi, coronariopatie, stati di insufficienza circolatoria);

l) le persone che siano affette da malattie veneree;

m) le persone affette da dermatosi di origine ignota (particolare attenzione alle persone affette da malattie allergiche e da psoriasi);

n) le persone che presentano piaghe, lesioni non cicatrizzate da estrazioni dentarie o ascessi suppurativi in atto;

o) le persone che abbiano sofferto di attacchi malarici negli ultimi dieci anni. Purtroppo si conoscono dei casi di trasmissione della malattia anche dopo parecchi anni dalla guarigione clinica;

p) le persone che abbiano sofferto di epatite da cirus negli ultimi cinque anni. Si consiglia di astenersi dal prelievo alle persone che abbiano avuto contatti con malati di epatite da virus negli ultimi sei mesi almeno.

 

Accertamenti di idoneità.

Gli esami obbligatori da praticare, prima che il soggetto effettui la donazione, sono:

a) visita clinica generale e determinazione del tasso emoglobinico;

b) esame radioscopico del torace; nei casi di dubbia interpretazione è d’obbligo l’esame radiografico;

c) esame emocromocitometrico;

d) glicemia;

e) azotemia;

t) prove di funzionalità epatica;

g) ricerca del parassita malarigeno;

h) esame urina;

i) determinazione della protoinemia (su indicazione clinica);

l) esame elettrocardiografico (su indicazione clinica).

 

Il risultato di tutti questi accertamenti darà al sanitario la possibilità di esprimere il giudizio definitivo di idoneità trasfusionale del donatore.

L’AVIS pertanto, questa ormai anziana ma sempre giovane associazione, merita di essere maggiormente conosciuta, apprezzata ed aiutata e sostenuta da tutti i cittadini, molti dei quali purtroppo ne ignorano ancora oggi l’esistenza o che di essa hanno idee vaghe, se non addirittura, errate.


 


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