Un associazione particolare, che aiuta a “vivere una vita normale” promuovendo il lavoro

Etabeta, la solidarietà cresce nell’orto

Era il mese di febbraio del 1999, lavoravo nel centro di ascolto della Caritas Diocesana, un ufficio nél quale si presentano quotidianamente persone che hanno bisogno di un aiuto per i più disparati motivi, ma soprattutto dove si presentano persone senza fissa dimora bisognose di un pasto caldo e un letto per la notte.

Era il febbraio del 1999 dicevo..., quando in quell’ufficio incontrai una persona che aveva voglia di cambiare la sua vita facendola diventare possibilmente una vita “normale” (ho messo le virgolette perché su questa frase che ho appena scritto e sul termine normalità bisognerebbe scrivere interi articoli!).

Da quel momento mi resi conto che gli interventi che come Caritas venivano forniti erano, se pur fondamentali, limiti al loro carattere assistenziale e non permettevano di sostenere una persona nel suo “viaggio” dalla strada ai requisiti minimi fondamentali per riuscire a condurre una vita “normale” (accedere ai servizi pubblici, trovare lavoro e casa).

È stato grazie a quell’incontro quindi che è nato il progetto di accoglienza diurna San Baudolino ora gestito dall’associazione di volontariato Etabeta.

Servivano uno spazio dove accogliere le persone e farle “lavorare” e qualcosa da fare. Il salone della parrocchia San Baudolino era ideale come posto e, per incominciare, i primi lavori furono lavori di laboratorio fatti con il compensato. L’attività di laboratorio però non era adatta alle persone che venivano accolte e che avevano bisogno di lavori più fisici. Ecco allora nascere l’idea della gestione di un orto e di lavori di svuotamento cantine e piccoli traslochi.

Lavorare all’aria aperta rispettando i ritmi della natura e senza avere un padrone pronto a cacciarti alla prima disattenzione, sono stati e sono tutt’ora gli elementi fondamentali di quello che si potrebbe definire un “lavoro protetto” gestito dall’associazione.

Dal 1999 ad oggi cinque persone sono state inserite tramite progetti di borsa lavoro, posti in essere dagli enti pubblici, mentre altre sei persone inserite provenivano dal centro di ascolto Caritas. Attualmente l’associazione ha otto volontari presenti nei momenti di necessità e due responsabili del lavoro che seguono i ragazzi inseriti in borsa lavoro. Chi avesse piacere di contattarci o venirci a trovare (l’orto in questa stagione è una meraviglia!) può chiamare i numeri 0131 344041 (parrocchia), oppure 333 2557108 (Benito).

 


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