La sfida del futuro: abbattere le barriere (architettoniche e no)

“Siamo tutti disabili... siamo tutti disabili rispetto alle nostre ambizioni di abilità, di affermazione, di successo. Disabili sul piano della lucidità e della memoria, della efficienza e della prestazione”

Giuseppe Pontiggia

 

Provare a vincere le barriere, impegnarsi nell’abbattimento di tutti gli ostacoli che conducono alla discriminazione, alla disuguaglianza e all’isolamento, è forse il proposito più ambizioso e importante rispetto al quale impegnarci per il nostro futuro. Ci sembra importante aiutare coloro che in prima persona vivono le problematiche delle disabilità in quest’anno, il 2003, che è l’anno europeo dei portatori di handicap.

Per quanto si viva in un mondo globalizzato, esistono ancora barriere materiali che limitano o che impediscono del tutto le attività quotidiane di chi è portatore di un handicap fisico quali gli spostamenti in città, l’accesso in negozi, uffici, ristoranti eccetera. Ma aspetto forse ancora più importante è ricordare che esistono barriere che impediscono gli scambi interpersonali, che impediscono le relazioni delle persone disabili con la realtà che li circonda.

Se le barriere architettoniche, che in una società che tende verso livelli alti di qualità della vita non possono più essere accettate, sono facilmente visibili e con la buona volontà di tutti ci auguriamo si potranno sempre più eliminare; altre barriere, quelle “culturali”, sono sicuramente più difficili da “abbattere”. Facciamo riferimento all’indifferenza, all’ignoranza e all’emarginazione: ne sono conseguenza gli abbandoni e l’isolamento cui sono relegati molti disabili, anche a opera degli stessi genitori o familiari.

Sono ostacoli all’effettiva integrazione dei disabili la superficialità con la quale quotidianamente si omettono i doveri civici; l’atteggiamento pietistico, ancora troppo diffuso che priva il disabile agli occhi di chi lo osserva della sua dignità di uomo; il puro assistenzialismo fine a se stesso; l’incapacità a relazionarsi con il disabile e proporsi come stimolo costruttivo per un suo riscatto personale e, in ultimo, l’egoismo.

Contro tutte queste barriere dobbiamo batterci con determinazione. L’associazione Buxter, a pochi mesi dal suo decimo compleanno, si impegna a sostenere ancora una volta un’iniziativa o meglio un’associazione alessandrina: l’associazione Down. Una scelta doverosa nell’anno del disabile.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare al concerto Dal jazz al dopoguerra che si svolgerà domenica 25 maggio alle ore 17.30, in un luogo suggestivo e di particolare importanza per la nostra città: il chiostro di Santa Maria di Castello. Sono molteplici i motivi per partecipare:

l’interesse per la musica, la visita al chiostro, l’aperitivo a base di vino, ma soprattutto per dare un aiuto a chi si impegna quotidianamente sul fronte della disabilità, le offerte libere che si potranno lasciare andranno al Centro Down di Alessandria. Ci preme ringraziare uno tra i più prestigiosi produttori di vino della provincia (e non solo): l’Azienda Agricola Colle Manona che offrirà i suoi rinomati vini per l’aperitivo che seguirà al concerto.

Mariacristina Massocco

 


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