Servizio civile volontario: interessati non solo gli enti e i giovani, ma l’intera comunità

Un’opportunità e una sfida per tutti

Come rendere appetibile la scelta di un percorso che consente di divenire attori protagonisti nella costruzione di una coscienza civile attenta ai bisogni della comunità? Su questo tema dovranno confrontarsi il mondo del volontariato e degli enti non profit, delle istituzioni e della politica al fine di promuovere le opportunità che offre la nuova legge sul Servizio Civile Volontario.

Compito primario per noi tutti è quello di Impegnarci nella sensibilizzazione verso i giovani che ne saranno gi attori protagonisti. E inoltre necessario che tutti gli altri attori sociali coinvolti svolgano un ruolo attivo e propositivo riuscendo così a presentare progetti che possano effettivamente attrarrei ragazzi e le ragazze garantendo loro percorsi di formazione e di impegno civile qualificanti e utili per la loro crescita personale ma anche per il loro futuro ingresso nel mondo del lavoro.

Il Servizio Civile Nazionale è stato istituito con la legge numero 64 del 2001: un impegno di dodici mesi, volontario e retribuito, che prevede l’assegnazione dei volontari presso enti pubblici e privati senza scopo di lucro accreditati.

Il servizio civile volontario, infatti, è innanzitutto un’occasione di crescita personale, che inizia già con la scelta di dedicare un anno al benessere della comunità, e si articola lungo un percorso formativo particolare che arricchisce il bagaglio culturale dei ragazzi e la società stessa, come sottolinea Massimo Palombi, direttore dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile.

In attesa della definitiva sospensione della leva obbligatoria il servizio è riservato alle ragazze ed ai ragazzi, non idonei alla chiamata militare, di età compresa fra i diciotto e i ventisei anni.

A fronte dell’emanazione dei bandi gli interessati dovranno presentare domanda agli enti autorizzati e sostenere un colloquio attitudinale. Se accettati, i ragazzi inizieranno la loro avventura, partecipando attivamente a progetti di utilità sociale in quattro settori di intervento: servizi sociali, promozione culturale, difesa del territorio e dell’ambiente, protezione civile.

“Scegliere il servizio civile significa contribuire al consolidamento della comunità civile”, ha affermato il Papa accogliendo i volontari in Vaticano lo scorso marzo: un piccolo esercito di giovani radunati sotto la bandiera della cooperazione e della solidarietà.

Un “esercito di pace” prevalentemente al femminile visto che per i ragazzi esiste ancora la leva e l’obiezione di coscienza: ottomila giovani donne nel 2002, e si stima di arrivare a quindicimila nel 2003, hanno prestato la loro attività nel Servizio civile volontario.

Ma il bacino di potenziali interessati è secondo le stime dell’ufficio nazionale per il Servizio civile di gran lunga superiore, specie una volta raggiunta la data di sospensione definitiva della leva obbligatoria.

Tutti gli enti chiamati ad accogliere i volontari si trovano pertanto oggi ad affrontare un’importante sfida da giocarsi sul piano progettuale e delle attività, perché soltanto i progetti effettivamente utili al giovane, all’ente e alla comunità accederanno ai finanziamenti.

Antonio Maconi

 

 


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