Intervista a monsignor Galliano, da 60 anni ad Acqui:

‘Sogno laici e religiosi uniti, tutti insieme, per il sociale’

ACQUI TERME – L’importanza del volontariato sociale. e è convinto un rappresentane illustre della diocesi di Acqui, monsignor Giovanni Galliano, 90 anni, da 60 parroco della cattedrale di Nostra Signora Assunta, sede della Cattedra vescovile di San Guido dal 1067.

Monsignor Galliano, oggi si parla tanto di volontariato, tanto che esso non è più “confinato” a materia per pochi e volenterosi ‘addetti ai lavori’. Qual è il suo pensiero in proposito?

«La Chiesa riconosce che le istituzioni, e n particolare i comuni, detengono sul territorio il primato nella elaborazione de/piani e delle programmazioni per la salva guardia della dignità dell’uomo. E anche vero, però, che non sempre questo primato viene gestito con facilità e favorito dalle condizioni ambientali e di sviluppo sociale. Anche se si giungesse ad individuare le domande, non sempre si riuscirebbe a dare risposte immediate e significative. li Comune, dal canto suo, riconosce il ruolo della Chiesa cattolica, e del volontariato in generale, nella individuazione dei mali sociali e nella esemplare testimonianza di servizio che porta spesso a risultati straordinari e sostitutivi di interventi istituzionali. Il riconoscimento pieno del Comune va all’opera concreta a favore dei bisognosi e di ogni situazione di disagio sociale ma anche alla silenziosa e decisiva opera di volontariato educativo clic diventa, di fatto, il primo necessario programma della prevenzione»

Quali saranno gli sviluppi futuri?

«La scommessa culturale dei prossimi anni, anche per dare senso e dinamismo alle azioni che si stanno già compiendo e che saranno intensificate con gesti concreti e, profeticamente, con scelte strategiche in direzione di un processo, che duri negli anni, di innalzamento della vivibilità complessiva delle città».

Ha un sogno nel cassetto?

«Che si giunta ad una conferenza permanente sul “sociale” in cui entrino a far esponenti della Chiesa cattolica e dei comuni. A questo organismo sarebbero affidati compiti di osservatorio e di programmazione, di prima istanza de9li interventi a favore dei bisogni materiali e morali dei cittadini. Questa struttura dovrebbe garantire un reciproco scambio di esperienza di informazioni mettendo a disposizione banche-dati, censimenti, statistiche, sottoponendo quotidianamente casi e problematiche su cui intervenire, ognuno secondo le proprie competenze e professionalità.

Questo organismo, o una forma più leggera di presenza istituzionale, dovrebbe partecipare preventivamente alle scelte e alla programmazione degli interventi per valutare se essi siano compatibili con la salvaguardia dei diritti e della dignità dell’uomo».

Massimo Garbarino

 


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