Mediazione culturale, un giornale multilingue e ambiziosi progetti per aiutare soprattutto gli stranieri

Le ‘Tante tinte’ per un’integrazione

Tante tinte. Sì è un bel nome. Ma cosa si nasconde dietro questo? Cosa significano queste due parole? Se avete un attimo di tempo... lo scopriamo insieme.

La nostra è un’associazione di mediazione interculturale. In pratica fornisce ad Enti pubblici, scuole, Asl, Consorzi socioassistenziali, persone che, dopo aver frequentato e superato un corso di formazione, sono in grado di aiutare ad interagire con cittadini di paesi. Non sono dei semplici traduttori, anche se a volte il primo approccio passa attraverso il linguaggio, ma cercano di render la cultura italiana, con le sue difficoltà e qualche contraddizione, interleggibile anche per chi, per cultura, lingua, abitudini, cerca con difficoltà di integrarsi nella nostra società. Per noi italiani ormai è abbastanza semplice, o per lo meno siamo rassegnati, a destreggiarsi nella burocrazia, per lo straniero un po’ meno.

Allora la nostra associazione, in accordo con i comuni di Alessandria, Asti, Canelli fornisce uno sportello per stranieri dove questi possono rivolgersi per ottenere informazioni ed aiuti. In collaborazione con le Province di Alessandria ed Asti poi è in funzione una centrale operativa, a vantaggio degli istituti scolastici, per fornire le figure dei mediatori, un aiuto per gli insegnanti ad integrare allievi e, spesso, genitori all’interno delle classi e delle strutture educative. Anche in questi casi le prime difficoltà sono di linguaggio, ma sorgono anche moltissimi problemi di adattamento alle nostre istituzioni e di inserimento. Non sono solo i bambini o i ragazzi che hanno bisogno dell’intervento del mediatore, molto spesso è necessario che insieme. segnanti e genitori si parlino e si capiscano, per permettere un più facile adattamento alle e delle strutture educative. Questo ha però bisogno che, soprattutto da parte delle istituzioni scolastiche ci sia quell’attenzione e quella

disponibilità per permettere di superare le iniziali difficoltà. Dall’esperienze dei nostri mediatori spesso si vede che a fronte di tantissimi insegnanti ben disposti e disponibili c’è ancora una piccola, fortunatamente, ma agguerrita falange di persone che considerano il bambino o il ragazzo straniero quasi alla stregua di un pesante fardello da scaricare al più preso possibile. Il nostro intervento di mediazione serve anche ad aiutare questi insegnanti a portare il peso di questa integrazione. Oltretutto questi interventi sono in gran parte gratuiti per gli istituti scolastici (il loro costo è coperto per buona parte dai fondi provinciali) e possono veramente essere di aiuto.

Un altro campo del nostro intervento è presso le strutture dell’Asl o delle aziende Ospedaliere. Dei mediatori sono presenti pressi il consultorio di Asti per aiutare, soprattutto le donne, a superare quelle situazioni che, nei momenti difficili della vita, sembrano insormontabili. Anche in questo caso le mediatrici non si sostituiscono agli assistenti sociali, non ne hanno sicuramente le competenze, però permettono dalle persone di trovare, nella propria lingua un aiuto ed un appoggio (e non è sicuramente poco!). Un intervento simile a quello Asti sta partendo anche presso l’Azienda ospedaliera di Alessandria.

Tante tinte ha, inoltre, progetti Equal finanziati dal Fondo sociale europeo e dalla Regione Piemonte per favorire l’inserimento lavorativo di persone immigrate e progetti di orientamento ed insegnamento della lingua italiana finanziati dall’Oim, l’organizzazione internazionale dei migranti. Anche in questi casi il fine della nostra associazione rimane l’inserimento della persona immigrata nel contesto sociale italiano. Il nostro lavoro a favore delle figure più deboli si concretizza anche con la pubblicazione di un giornalino inviato gratuitamente a tutte le donne immigrate della provincia di Asti, e presto anche di Alessandria, e scritto in quattro lingue (arabo, albanese, macedone e rumeno) più l’italiano.

Su Tante tinte new, così si chiama la pubblicazione, si possono trovare articoli di cucina, per insegnare un po’ delle nostre tradizioni culinarie, recensioni di libri che trattano del problema dell’immigrazione, articoli di storia dei vari paesi, annunci di feste etniche, poesie. Cerchiamo, in qualche modo di far si che, le donne in modo particolare, possano ritrovare un po’ il ricordo della loro lingua e sentirsi anche considerate. Ultima proposta nata è quella del tutor sociale. Un volontario che, dopo un breve corso di preparazione, dedica una piccola parte del suo tempo ad aiutate un immigrato (no problematico) ad inserirsi nel contesto sociale alessandrino. Per questo stiamo organizzando il corso che partirà il prossimo 24 giugno in Alessandria. Chi desidera ulteriori informazioni può telefonare alla nostra sede in via Santa Maria di Castello, 14 Alessandria (numero telefonico:0131 288093). 

 


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