Sabato 14, al bar Tribeca, raccolta fondi di Buxter per un progetto del Rotary International

L’impegno per sconfiggere la polio

Quest’anno, con l’appuntamento invernale di sabato 14 dicembre, alle ore 20.30 al bar Tribeca in via Dante 43 ad Alessandria, l’associazione Buxter intende raccogliere fondi per la campagna Polioplus, promossa dal Rotary International, che ha come obiettivo quello di debellare la poliomielite in quegli stati in cui miete ancora molte vittime.

Il progetto Polioplus, che opera a livello globale, è il risultato dell’impegno di associazioni e di istituzioni di ogni parte del mondo. Nata da un’idea del Rotary International per festeggiare con un’azione umanitaria il suo giubileo, ha avuto l’appoggio della Organizzazione Mondiale della Sanità e dal 1990 a oggi ha raggiunto risultati eccezionali.

In Europa, Usa e Australia da tempo non si registrano casi di polio. Invece Ghana, Nigeria, Congo, Angola, Etiopia, India, Pakistan e Afghanistan ne sono ancora colpiti.

I problemi maggiori rimangono nelle zone dove imperversano le guerre. Nel Congo, per esempio, è molto difficile raggiungere i bambini da vaccinare: spesso le strade non sono percorribili e in alcuni casi i volontari sono stati derubati e uccisi. Incerte aree tuttavia l’Organizzazione Mondiale della Sanità è riuscita a imporre il cessate il fuoco; almeno per il tempo necessario a effettuare le vaccinazioni. Spesso gli ostacoli da superare sono radicati nella cultura delle popolazioni su cui si interviene, ostile ad accettare aiuti da parte di sconosciuti. Determinante, in questi casi, la collaborazione di altre organizzazioni umanitarie, quali la Women’s interlink foundation, i cui volontari hanno parlato instancabilmente con le mamme, spiegando loro perché è indispensabile la vaccinazione, oltretutto indolore (due gocce vengono depositate in bocca); che si recano nei bassifondi, con i pesanti contenitori termici pieni di vaccino, per raggiungere anche chi non può o non sa leggere i grandi manifesti sulla Giornata delle Vaccinazioni affissi nel centro dei paesi e delle città; che convincono i genitori dei bimbi colpiti dal virus a far curare i loro piccoli. Per lungo tempo l’india è stata la nazione con la maggiore incidenza di casi di polio.

Il vaccino contiene virus vivi, indeboliti e innocui, che provocano la formazione di anticorpi che rendono immuni dai tre ceppi di polio ancora presenti in India. Dopo la somministrazione del vaccino, gli agenti patogeni vengono eliminati attraverso l’intestino, confinando così i virus pericolosi nelle cloache. Alcuni villaggi però ne sono privi, come quello di Chhatta Gram che non è ancora stato dotato di una rete fognaria e i gabinetti sono i prati antistanti il laghetto dove vanno a nuotare i bambini. Così gli agenti patogeni migrano dai residui fecali, degli abitanti del villaggio, nell’acqua, e da qui nella bocca dei più piccoli. E solo quando i virus inoculati sconfiggono quelli pericolosi che non si verificano più casi di malattia.

All’operato dei volontari che inoculano il vaccino, si affianca quello, altrettanto indispensabile,, dei medici e degli psicologi, presenti ad esempio al Centro di riabilitazione pediatrica di Calcutta, che si occupano dei bambini motulesi, risultato prevalente della malattia.

Ormai la popolazione sa che in quel luogo vengono offerte operazioni gratuite e una riabilitazione, seppur dolorosa; un’ottima istruzione scolastica; e viene data la possibilità di camminare con i deambulatori. Il supporto psicologico è indispensabile, perché sovente i soggetti colpiti dal virus vengono considerati, anche dai parenti, dei poveri piccoli storpi che possono dedicarsi soltanto all’elemosina. Prima di poter essere operata, la maggior parte dei bambini deve anche essere sottoposta a cure ti- costituenti tanto sono magri e denutriti.

Ancora negli anni novanta, nel subcontinente asiatico, il virus mieteva 250.000 vittime ogni anno fra i bambini. Solo con il 2000 è arrivata la grande svolta e oggi i casi di malattia sono meno di 150 all’anno, concentrati soltanto nelle regioni di Bihar e dell’Uttar Pradesh.

Con il contributo di molti, nel 2005, si potrà dire: polio plus!

 


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